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Lina-e-Fellini

Dietro gli occhiali bianchi racconta la vita e la carriera di un maestro del cinema italiano, Lina Wertmüller. Non è solo un omaggio, è il racconto appassionato di una personalità sempre in fermento, vivace, attiva, piena di idee. Un percorso nei ricordi personali della regista e nelle testimonianze di amici, attori, attrici, colleghi e artisti le cui vite e carriere si sono legate a quella della Wertmüller.

Il documentario è strutturato come un film musicale, utilizzando canzoni tratte dal vasto repertorio scritto dalla regista nell’arco della sua carriera: Il giornalino di Gianburrasca, con le musiche di Nino Rota cantate da Rita Pavone; i successi indimenticabili composti per la trasmissione televisiva Studio Uno; quelle dei suoi film che accompagnano i personaggi da lei creati; le numerose canzoni ideate per i suoi lavori teatrali. Alcuni dei brani scelti per Dietro gli occhiali bianchi sono interpretati dalla stessa Lina Wertmüller, anche per rivelare un aspetto poco conosciuto del suo talento e del suo lavoro: le sorprendenti capacità interpretative e musicali. Le canzoni che si alternano nella narrazione sono spesso spiritose, allegre, ironiche, alcune sono appassionate dichiarazioni d’amore, altre un omaggio al mondo del teatro o ai personaggi dei suoi film. Le sette composizioni scelte, non hanno il valore di semplice commento alle immagini. In diversi momenti del film sono protagoniste e hanno la funzione di raccontare, con la forza trascinante del musical, la vita e l’universo artistico di Lina Wertmüller.

La narrazione è scandita da un’intervista itinerante alla protagonista del documentario. Un percorso in quattro luoghi che hanno un significato particolare nella vita della regista. La sua casa romana a Piazza del Popolo, dove Lina Wertmüller vive e lavora, con il suo piccolo studio che vola sui tetti del centro di Roma; Minervino Murge, sul confine tra Puglia e Basilicata, scenario del suo primo film, I basilischi; la Palazzina di Villeggiatura nella provincia bresciana, antica casa di campagna della famiglia del marito Enrico Job, luogo del Natale e degli amici; infine, la spiaggia in Sardegna del film Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto.

Ad arricchire l’itinerario, le testimonianze di chi Lina la conosce intimamente, nel privato, per risaltare aspetti del suo carattere effervescente e sopra le righe, e conoscere da vicino il suo universo artistico, i suoi film e le opere scritte per il teatro. Il documentario mostra inoltre alcuni rari e preziosi filmati inediti, come quello realizzato dalla stessa Wertmüller con una Arriflex 16mm, durante la lavorazione del film 8 1⁄2 (1963) di Federico Fellini, quando la regista lavorava come assistente alla regia del grande Maestro.
Il documentario, nel ripercorrere i momenti chiave della carriera cinematografica e teatrale della regista, vuole sottolineare come Lina Wertmüller abbia lavorato nei diversi rami delle arti dello spettacolo, rompendo spesso le regole della tradizione e portando un vento nuovo nel modo di scrivere testi e interpretarli, rimanendo sempre fedele alla sua vena ironica e grottesca.

Una parte del film è dedicata alla lunga storia d’amore tra Lina Wertmüller e suo marito Enrico Job. Le loro case, quella romana a Piazza del Popolo, tutta liberty e lampade Tiffany, e la “Palazzina di Villeggiatura”, i loro studi, il loro legame sentimentale e professionale durato oltre quarant’anni.
Infine, Lina oggi. Nonostante negli ultimi anni ci siano stati dei duri colpi del destino, Lina non smette mai di credere nel cinema e nel potere di una bella storia come unica via per lasciarsi alle spalle il dolore e la malinconia. Le storie sue che sta scrivendo con la passione di sempre, ma anche il cinema fatto dagli altri che le tiene compagnia durante la notte. Lina non si da mai per vinta, se si chiude un progetto ne apre subito un altro. E’ proprio questa la forza del suo carattere. “Chi sta con me, deve imparare prima di tutto che non ci si ferma mai”. Lina sa essere un’amica, un maestro, una complice, un porto sicuro. E conoscerla intimamente significa anche scoprire ogni giorno cosa sia la gioia di vivere.